DISTURBI DEL SONNO: COME RICONOSCERLI E COSA FARE

Quando mi contattano i genitori interessati ad una consulenza sul sonno del loro bimbo, la prima cosa che mi dicono è "Dottoressa secondo me ha un disturbo del sonno perché...". 

Nella gran parte dei casi si tratta di risvegli notturni fisiologici, ovvero si tratta di brevi risvegli in cui il bambino richiede di essere allattato o rassicurato per poi riaddomentarsi, ma non sono assolutamente un disturbo del sonno.
Si parla, invece, di disturbi del sonno quando il sonno non segue più la sua fisiologia ma viene turbato e ciò può accadere o nella fase di addormentamento o durante il sonno stesso.


LA FASE DELL' ADDORMENTAMENTO

La fase di addormentamento è davvero un momento delicato per alcuni genitori è un vero dramma che sembra non avere più una soluzione. 
Spesso i bambini arrivano in questa già stanchi, motivo per cui fanno molta fatica ad addormentarsi perché sono già arrivati all'apice della stanchezza e questo li rende irrequieti e non riescono a rilassarsi e a lasciarsi andare al sonno. Pertanto è bene fare molta attenzione ai segnali di stanchezza i quali se vengono colti ci aiuteranno a mettere a nanna il bambino nel momento giusto, ovvero quando iniziano ad avere effettivamente sonno.


Altre volte i bambini arrivano super eccitati al momento della nanna e può accadere per due motivi:
  • Il bambino è iperstimolato per via dell'utilizzo di tablet, tv o cellulari che hanno riportato in circolo l'adrenalina la quale renderà  più difficile la fase di addormentamento;
  • Il bambino fa giochi eccitanti nell'ora prima di andare a dormire. Questo accade spesso quando il papà torna a casa da lavoro e chiaramente il bambino desidera giocare con lui. L'ideale in questo caso sarebbe proporre giochi più "rilassanti" come ad esempio giocare con le costruzioni oppure leggere un bel libro insieme.

A stimolare il bambino spesso è l'ambiente stesso ovvero i rumori, i toni e le luci che non diventano pacate e rilassate ma si animano. Questo è normale specialmente quando si lavora tutto il giorno ed il momento della cena e post cena sono gli unici in cui si riesce a condividere la giornata. E' bene non togliere questo momento fondamentale ma lo si può rendere più rilassante a partire dalle luci soffuse e calde, permettendo alla melatonina (ormone del sonno) di andare in circolo nel nostro organismo.

Infine da non sottovalutare è proprio ciò che accade durante la giornata e nella nostra famiglia.

Quando i bambini "assorbono" le nostre emozioni negative o percepiscono delle tensioni in famiglia, tutto questo può portare il bambino ad avere una maggior difficoltà a separarsi dai genitori proprio per la paura di perderli o che possa accadere qualcosa di brutto.




QUANDO SI PARLA DI DISTURBI DEL SONNO? 


 I risvegli notturni sono fisiologici e, a meno che non si tratti di un neonato che ha bisogno di essere allattato, questi sono ben diversi da come noi li intendiamo, spesso a fare la differenza è proprio come si riaddormentano.

Ci sono bambini che si svegliano e automaticamente si rigirano o si prendono il ciuccio e continuano a dormire, altri hanno bisogno di essere rassicurati dalle braccia della mamma, altri ancora si risvegliano ogni ora.
Il sonno di un bambino si definisce disturbato quando si sveglia molto spesso durante la notte e/o ha difficoltà a riaddormentarsi, tanto che la mattina seguente risulta non essere riposato. 

Perciò possiamo definire un risveglio fisiologico nel momento in cui il bambino non ha difficoltà a riaddormentarsi.


QUALI POSSONO ESSERE I DISTURBI DEL SONNO?


Se non siamo presenti ad un disagio fisico (influenza, dentini o altro), se non si sta attraversando una fase di crescita, quando i risvegli sono numerosi e presentano una notevole difficoltà di addormentamento, possono essere riconducibili o alla modalità di addormentamento o ad un vero e proprio disturbo.

Nella gran parte dei casi si tratta di difficoltà del sonno non di veri e propri disturbi se non quando ci troviamo davanti a casi di ipersonnie, insonnia, sonnambulismo, disturbi respiratori del sonno, disturbi del ritmo circadiano o disturbi del movimento legati al sonno.



COME POSSIAMO AFFRONTARLI?


Se si tratta di difficoltà legate ai risvegli notturni o alla fase dell'addormentamento, è bene iniziare ad osservare il bambino, comprendere i suoi segnali di stanchezza, annotarli per poi saperli cogliere per mettere a nanna il bambino nel momento giusto, ovvero quando ha sonno.
E' bene puntare sul rituale della nanna affinché il momento dell'addormentamento avvenga da sé, grazie al rituale il bambino passo dopo passo comprendere che è giunto il momento di andare a nanna, così "lasciare" mamma e papà sarà meno faticoso.
Tuttavia se non si trova una soluzione a tutto ciò è possibile richiedere aiuto ad un consulente del sonno.


Se invece siamo in presenza di un vero e proprio disturbo del sonno è bene rivolgersi a un medico esperto in materia.



Dormire bene è molto importante per lo sviluppo emotivo e cognitivo dei bambini, ma lo è anche per noi genitori che dobbiamo riposare per essere pieni di energia e sereni per stare con i nostri bambini.

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