10 motivi per cui i bambini fanno i capricci

Alzi la mano chi non ha mai detto al proprio bambino "Basta! Smettila di fare tutti questi capricci, se ho detto no è no". 
In realtà i capricci non sono altro che un modo attraverso cui il bambino chiede aiuto all'adulto, di gestire una frustrazione, un'emozione che non sa padroneggiare, di scaricare una tensione, di avere un po' di attenzione.

Spesso i genitori domandano "Perché mio figlio fa tutti questi capricci?" "Sbaglio in qualcosa?" "Io provo a dargli tutto ma lui sembra non essere mai contento". A volte la risposta si racchiude in un semplice abbraccio con il figlio il quale stava solo richiedendo un po' di attenzione, lanciando gli oggetti per aria oppure non mangiando o non ascoltando ciò che gli stiamo dicendo da ore.

I motivi per cui i bambini fanno i "capricci" possono essere molteplici ed oggi vorrei mostrarvene alcuni.



"PERCHE' MIO FIGLIO FA I CAPRICCI?": 10 CAUSE PER CUI I BAMBINI FANNO I "CAPRICCI"


I capricci non sono solo "capricci", manifestano sempre un disagio o un bisogno profondo che il bambino prova in quel momento. Ogni qualvolta che i nostri figli insistono, piangono, si lamentano o dicono di non voler fare una determinata cosa, hanno un motivo preciso per non farlo e provano un disagio.

Se ci pensate bene capita anche a noi adulti, l'unica differenza è che noi abbiamo  gli strumenti emotivi e cognitivi per ascoltarci e risolvere il problema, i bambini ancora no. Queste abilità si acquisiscono naturalmente con la crescita, ma un bambino piccolo ancora non sa gestire questo tipo di disagio da solo.
Perciò se noi adulti non siamo in grado di accogliere la sua richiesta e non lo aiutiamo a risolvere questa difficoltà, per lui sarà più difficile apprendere tale capacità.
 I toni duri le urla, i divieti, le minacce, umiliano il bambino e lo fanno sentire inadeguato, non considerando il fatto che non si sente compreso e perde la fiducia in se stesso e nei nostri confronti.
Mi rendo conto che non è sempre facile reagire con il sorriso davanti ad un "capriccio", ma se manteniamo la calma facendo un bel respiro, riusciremo ad accogliere e a sanare il disagio presentato da nostro figlio.

Ma veniamo alle 10 cause per cui i bambini fanno i "capricci".


1. GLI MANCA L'ATTENZIONE


Questa è una delle motivazioni più frequenti per cui i bambini fanno i "capricci". Ciò non significa che dobbiamo passare tutto il tempo con loro, ma dovremmo trascorrere del tempo di qualità con loro, anche ritagliandoci quelle poche ore che abbiamo a nostra disposizione. Quando giochiamo con loro o svolgiamo altre attività, evitiamo di pensare ad altro ma godiamoci quei momenti spensierati, ascoltando i nostri bambini, guardandoli negli occhi quando ci parlano e quando li coccoliamo. Iniziamo a fare più cose insieme a loro, anche cucinare e pulire casa, lasciamo che ci osservino e che imparino da noi. Non blocchiamo la loro curiosità ma incoraggiamoli e accompagniamoli nelle difficoltà.

2. E' ARRABBIATO


Anche i nostri bambini, seppur piccoli, si arrabbiamo . 
Si arrabbiano perché non riescono ad afferrare un gioco, non hanno più fame, sono stanchi, non si sentono compresi e accolti, vogliono trascorrere più tempo con noi.
E' importante accogliere la rabbia del bambino, restare fermi davanti a un "no" se è necessario, ma non farli sentire giudicati, sbagliati o inadeguati. Se il bambino percepisce la nostra calma, una volta che si sentirà accolto riuscirà a liberarsi dalla rabbia e si calmerà.

3. VUOLE TRASCORRERE PIU' TEMPO CON I SUOI GENITORI


Come dicevo al punto uno, se quando stiamo con loro ci dimostriamo distratti, sempre di fretta, è chiaro che i nostri figli se ne rendano conto e quel poco di tempo che trascorriamo con loro gli basterò più. Se invece li coinvolgiamo in un gioco o nelle attività che stiamo svolgendo, vedrete come gli piacerà collaborare con voi e si sentirà soddisfatto. Provare per credere!



4. NON VIENE ASCOLTATO


Quando un bambino inizia a camminare o a gattonare, la curiosità lo spinge ad esplorare l'ambiente circostante il quale può essere a volte pericoloso. Tuttavia, noi genitori tendiamo a preoccuparci anche senza un reale bisogno, iniziamo a dire "no non lo fare", "non lo toccare", "scendi da lì che ti fai male". Per un bambino pieno di curiosità sentirsi dire continuamente di "no" è abbastanza frustrante, perché si vede bloccato senza un reale motivo. 

5. ESPRIME UN BISOGNO


Un bambino che non sa ancora parlare, non sa come dire ad un adulto di cosa ha bisogno ed inoltre, questa richiesta non viene neanche ascoltata.
A questo punto, pur di attirare l'attenzione per esprime il suo bisogno, il bambino utilizza il "capriccio".

6. NON SI E' SENTITO ACCOLTO E CAPITO


Quante volte i bambini richiamano la nostra attenzione per mostrarci una grande scoperta appena fatta oppure perché riescono a fare qualcosa che prima non riuscivano a fare, ma noi adulti non gli diamo minimamente retta oppure lo facciamo in modo frettoloso. Oppure è stanco o ha preso un brutto voto a scuola ed invece di accoglierlo ed incoraggiarlo gli abbiamo detto che la maestra avrà avuto le sue ragioni, che studia poco, che non si è impegnato abbastanza,etcc..
In tutti questi casi non abbiamo accolto nostro figlio, non si è sentito compreso, non gli abbiamo dimostrato che per noi la sua scoperta è importante o che siamo pronti ad aiutarlo per prendere un voto migliore alla prossima interrogazione.


7. DEVE SCARICARE UNA TENSIONE EMOTIVA


Vi è mai capitato di osservare vostro figlio e vederlo apparentemente calmo ed improvvisamente scoppiare in lacrime urlando? No, non si è impazzito semplicemente ha bisogno di scaricare tutta la tensione accumulata durante il giorno e a casa sa che può farlo senza inibizioni.


8. VIVE UNA FASE EGOCENTRICA


Nei primi 3-4 anni di vita i bambino non hanno ancora sviluppato le capacità cognitive ed emotive per permettere agli altri di "entrare nel proprio territorio". Capita spesso di sentire da parte dei genitori che il figlio sta vivendo la fase del "è tutto mio", questo preoccupa alcuni di loro i quali temono di aver sbagliato qualcosa nel loro metodo educativo. 
Difendere il proprio territorio (giocattoli, spazi, mamma e papà,etc.) è un istinto tipico della fase egocentrica, perciò fino ai 4 anni non sarà in grado di accettare che gli oggetti possono essere anche di altre persone. In questo caso, quando il bambino si sente minacciato la sua sicurezza viene meno e lo manifesta con il "capriccio".

9. VIVE UN MOMENTO DI STRESS


Se il bambino vive un senso di frustrazione perché è annoiato, stanco, non riesce a spiegarsi, non riceve ciò di cui ha bisogno, se non riesce a scegliere perché ha paura di dare una risposta errata, di deludere i genitori, la cosa migliore da fare è non stressarlo ulteriormente
A volte tendiamo a fare domande un pò "scomode" ai nostri bambini, lasciando scegliere a loro anche quando non è necessario e questo potrebbe far nascere uno stato di ansia nel bambino.


10. IMITA IL NOSTRO COMPORTAMENTO


Infine il bambino può riproporre lo stesso comportamento che osserva da noi adulti. Se il bambino vive in un ambiente ostile, di ribellione, pieno di rabbia, di frustrazione, "capriccioso", lui penserà che è così che ci si comporta quando non si riesce a far fronte alle emozioni, urlando, lanciando gli oggetti, piangendo.
In questi casi è bene riflettere su come si vive in famiglia, su che tipo di esempi stiamo donando al nostro bambino, ed essere comprensivi e pazienti, proponendo un modello differente.


Cosa ne pensate di queste 10 cause proposte oggi? Vi ritrovate in alcune di queste? Come vi comportate davanti ai "capricci" di vostro figlio?




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