Allattamento al seno o artificiale influenzano l'attaccamento alla mamma?


L' allattamento è sicuramente uno dei temi più spinosi da trattare, non solo tra mamme ma anche in ambito medico e psicologico, in quanto esistono pareri ed opinioni diverse e contrastanti.
Sono moltissimi gli ospedali che oggi attuano la pratica del rooming-in, dando la possibilità alla mamma di tenere in camera il neonato, favorendo immediatamente il contatto fra i due subito dopo il parto, con il fine di stimolare l'allattamento e la costruzione della relazione madre-bambino.
Nella maggior parte dei casi le indicazioni che vengono date ad una neomamma in merito all'allattamento, sono di allattare ogni qualvolta il neonato pianga, promuovendo così un allattamento a richiesta. In realtà bisognerebbe evitare di far arrivare il bambino al pianto, dal momento che il pianto stesso è un segnale tardivo di fame.
Alla base dell'allattamento a richiesta vi è la tesi secondo la quale assecondare il bambino non significhi viziarlo, bensì renderlo più sicuro, perché rispondere prontamente ai suoi bisogni significa renderlo più sicuro.
Tuttavia c'è da precisare che il bisogno primario del bambino, in realtà, non è l'alimentazione ma la relazione, la quale non si limita solo al momento dell'allattamento quindi della nutrizione, ma è ben altro.
Perciò allattare non è l'unico modo che permette alla madre di entrare in contatto con il proprio bambino, perché anche le mamme che allattano artificialmente possono toccare, accarezzare e parlare con il proprio bambino durante la poppata. 



ALLATTAMENTO E ATTACCAMENTO: QUALE CORRELAZIONE


L'allattamento è il processo principale per lo sviluppo del "Bonding", ovvero della costruzione del legame di attaccamento fra madre-bambino.
Questo legame è vitale per la sopravvivenza del bambino, dato che nelle prime fasi dello sviluppo e nei primi anni di vita, il bambino dipende da una figura primaria che sia in grado di fornirgli il cibo e le cure necessarie a soddisfare tutti i suoi bisogni.
Il cibo è primo rapporto che il bambino ha con il mondo esterno, per questo motivo sono stati effettuati diversi studi per valutare gli effetti psicologici in base alla modalità con cui il neonato viene nutrito.
In merito vi voglio citare due studi molto famosi: quello Harlow e quello Schaffer.
Lo psicologo Harlow, prese dei cuccioli di scimmia e li mise all'interno di una stanza dove vi erano due scimmie finte: una era formata da una struttura metallica da cui era possibile succhiare il latte, l'altra invece era ricoperta di pelo, quindi era calda e morbida la quale però non forniva latte. Questo studio dimostrò che i cuccioli di scimmia ricercavano la "scimmia" metallica solo per prendere il latte, quindi solo per nutrirsi, ma poi si accucciavano su quella in pelo, più accogliente e consolatoria. Inoltre, quando i cuccioli venivano spaventati, accorrevano dalla scimmia di pelo, per ricevere consolazione.
Lo psicologo Schaffer, ha studiato sia bambini che altri mammiferi in fase di allattamento. Dagli studi effettuati sui bambini è emerso che quando il bambino viene attaccato al seno, la madre  mette in atto comportamenti di stimolazione accudente (come le coccole, carezze, tono della voce basso). Nel momento in cui il bambino smette di succhiare, la madre riprende a stimolarlo. Pertanto l'alimentazione è anche un modo per dialogare, un processo in cui anche il bambino è attivo, in cui entrambi gli attori, madre e bambino, creano la propria relazione.




E SE LA MAMMA ALLATTA ARTIFICIALMENTE?

Possono essere diversi i fattori che inducono una mamma ad abbandonare l'allattamento naturale per quello artificiale, la quale spesso e volentieri si sente in colpa per la scelta presa, sommersa da mille giudizi esterni che non la fanno sentire una "buona madre". Perciò oggi voglio rivolgermi a tutte quelle mamme che si sono sentite dire che chi non allatta al seno non è una buona madre, che non instaurerà mai un buon attaccamento con il figlio, etc...
Le teorie dello sviluppo affermano che per essere una "buona madre" (parola di Winnicott) non significa essere una "buona nutrice",  difatti l'attaccamento e lo sviluppo positivo del rapporto madre-bambino, sono dati da tutti quei fattori di accudimento, tra cui il prendersi cura del bambino e lo stare a contatto.

Una mamma per riuscire a prendersi cura del proprio neonato, deve sentirsi serena, apprezzare ogni momento che vive con il suo bambino, compreso il momento della poppata. Per questo motivo continuo a ripetere a tante mamme che è meglio optare per un allattamento artificiale vissuto con amore e serenità, piuttosto che continuare ad offrire il proprio seno con ansia, rabbia, angoscia, rischiano una crisi di nervi.
L' allattamento al seno va sempre promosso, ma se una mamma continua a vivere il momento prima e durante della poppata, dopo diversi mesi e diversi tentativi, in uno stato di ansia e rabbia, è meglio offrire un biberon e godersi questo momento così intimo e magico.

Non è l'offerta del seno che vi aiuterà a sviluppare il legame tra voi ed il vostro bambino, ma è il vostro modo di accarezzare, guardare, sorridere, giocare e parlare a vostro figlio che va a creare il tipo di attaccamento.
Sono questi i gesti ed i momenti che vanno a costruire, giorno dopo giorno, un legame indissolubile come quello tra madre e bambino.

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