Dall'essere figlia all'essere madre: come affrontare il cambiamento psicologico in gravidanza.

by - sabato, giugno 23, 2018

La gravidanza è uno degli eventi più importanti e magici che la donna vive nella sua vita. Un momento tanto magico quanto critico e denso di cambiamenti, non solo fisico ma anche psicologico e relazionale. Tuttavia questo cambiamento non riguarda solo la mamma ma anche i papà i quali, nonostante se ne parli poco, vivono una gravidanza paterna, dovendo riadattarsi al nuovo compito di padre, a nuove responsabilità e ad un nuovo modo di vivere la vita di coppia .
L'attesa di un figlio ci mette in crisi, sono mille le domande che invadono la nostra mente, ma quella che accomuna tutti i genitori (sia mamme che papà) è sempre la stessa: sarò un bravo genitore?





DA FIGLIA A MADRE: LA PSICOLOGIA IN GRAVIDANZA

Diversi studi in ambito psicologico definiscono la gravidanza come un periodo critico in cui avviene una nuova costruzione di identità, passaggio cruciale che la donna si trova a vivere, passando dal ruolo di figlia e moglie ad un ruolo di madre, ciò implica un nuovo riadattamento a nuovi compiti e nuove responsabilità. Pertanto diventare madre presuppone un adeguamento della propria identità nel passaggio dal ruolo di figlia a quello di genitore. 
Tale processo ha inizio nella gravidanza e prosegue nella maternità, richiedendo alla donna un riassestamento di tutte quelle componenti psichiche che hanno caratterizzato la sua storia. Proprio per questo motivo la gravidanza viene definito come un "momento critico", in quanto la donna si trova a dover affrontare continui aggiustamenti che coinvolgono tutta la sua personalità, con il fine di costruire una nuova immagine di sé come madre, la quale prevede la capacità di saper creare uno spazio interno per il suo bambino e per la relazione con lui.
Questo cambiamento di identità può generare angosce di perdita o sensi di colpa connessi al desiderio di sostituirsi alla propria figura materna. Tutto ciò deriva dalla capacità della donna di svincolarsi dalla sua famiglia di origini e crearne una nuova con il proprio partner, il quale deve aver compiuto anche lui questo passaggio fondamentale.


COME AFFRONTARE IL CAMBIAMENTO PSICOLOGICO IN GRAVIDANZA?

Sono diversi i meccanismi psicologici che accompagnano il periodo della gravidanza. A partire dal secondo trimestre  la donna inizia a creare nella propria mente un'immagine mentale del bambino, grazie alla percezione dei movimenti fetali che confermano la presenza del bambino, e anche grazie ai cambiamenti del proprio corpo. E' proprio grazie ai movimenti fetali che si inizia ad instaurare il dialogo fra la madre ed il bambino, dando vita alle basi della relazione fra i due.
Nel terzo trimestre , oltre ad affrontare nuovi cambiamenti fisiologici, il feto che aumenta di volume e la comparsa delle contrazioni, il corpo si trova a doversi adattare ai nuovi cambiamenti. A farsi spazio ci sono mille interrogativi su come sarà il parto, come sarà il bambino, la paura del parto , del dolore fisico, della propria capacità di affrontarlo.




MADRE FACILITANTE O MADRE REGOLATRICE?

Potremmo distinguere due modalità materne di vivere la gravidanza: la madre facilitante e la madre regolatrice.
La madre facilitante considera la maternità come un'esperienza conclusiva della sua identità femminile, pertanto si sente arricchita dall'esperienza che sta vivendo. La madre facilitante potrebbe essere portata a idealizzare la maternità ed il bambino, ricorrendo a difese di negazione della propria imperfezione ed eventualmente quella del bambino. Inoltre potrebbe rinunciare alle proprie passioni, bisogni ed interessi personali non riguardanti la sfera materna cercando di ritornare alla fusione con il proprio bambino.
La madre regolatrice considera la gravidanza come un passaggio obbligato per avere un bambino, prova fastidio per le trasformazioni corporee e resiste alla disorganizzazione psicologica, rinforzando le proprie difese psichiche. Cerca di non farsi influenzare dalla gravidanza e dal futuro bambino, cercando di evitare l'esperienza mentale della fusione con il feto, il quale viene percepito come un intruso, i movimenti fetali sono avvertiti come una presenza estranea, le fantasie sul feto sono limitate, e la madre non vede l'ora di concludere la gravidanza.




La gravidanza produce uno stato di labilità generale e  chi vive accanto alla donna in dolce attesa dovrebbe comprendere e contenere, con molta dolcezza, questo comportamento. In particolar modo, durante il periodo che va dalla fine del primo trimestre fino al secondo, quando la donna inizia a vivere i conflitti emotivi, viene meno la capacità di difesa e autocontrollo verso tutti quei pensieri, problemi ed esigenze che, in condizioni di normalità resterebbero sepolti nel profondo dell'inconscio.
Per questo motivo è importante che nella coppia continui ad esserci uno scambio profondo di pensieri, emozioni, sentimenti, questo andrà a valorizzare maggiormente il vostro rapporto di coppia, rendendovi ancora più uniti.




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