Sono una mamma ad alto contatto anche se allatto artificialmente

by - martedì, gennaio 16, 2018

Prima della nascita di Pietro non avrei mai immaginato che sarei stata una mamma ad alto contatto, spesso mi chiedevo se sarei stata una brava madre, se sarei stata in grado di accudirlo, di tenerlo in braccio e di allattarlo. 
Ah l'allattamento, quel momento tanto atteso e temuto da tutte le mamme, per alcune è un momento idilliaco per altre è un momento bruttissimo se non il peggiore della giornata. Bene, io facevo parte del secondo gruppo di mamme che - ahimè- ha vissuto malissimo la fase dell'allattamento al seno.
Ne ho sentite di tutti i colori in merito, soprattutto che forse "mio figlio non si sarebbe attaccato a me" perché non lo allattavo al seno, ma ad una psicologa non la prendi per fessa e sapevo che l'allattamento non c'entrava proprio un bel niente con il tipo di attaccamento che Pietro avrebbe sviluppato. Alcune mamme si sentono superiori dalla loro "esperienza" di allattamento al seno e cercano di "istruire" a chi non ha potuto (o voluto) allattare al seno, a volte esercitando una certa pressione psicologica, loro dicono senza volerlo ma se tiri fuori un biberon vi sfido ad osservare il loro sguardo pietoso. Si definiscono "mamme ad alto contatto" ma se gli parli di fascia portabebè non sanno neanche di cosa si tratta, e se gliela consigli (perché è davvero una mano santa e qui vi spiego il perché) vi snobbano, per non parlare del fatto che se gli dici "tienilo su di te se piange troppo spesso", si sentono mancare l'aria. 




COSA SIGNIFICA ESSERE GENITORI AD ALTO CONTATTO?

La definizione di genitorialità ad alto contatto si riferisce ad uno stile educativo che si basa sul contatto corporeo tra il neonato ed i genitori (in particolar modo la mamma), questo tipo di genitori portano i propri figli in fascia, optano per l' allattamento al seno a richiesta e in modo prolungato, alcuni optano per il bed-sharing ma la maggior parte pratica il co-sleeping, a mio parere più sicuro rispetto alla prima scelta.
Essere una mamma ad alto contatto oggi crea molto scalpore e contrasti poiché si contrappone allo stile genitoriale a basso contatto a cui eravamo abituati, improntato principalmente all'emancipazione precoce del bambino dal contatto fisico (altrimenti prende il vizio!) per un'indipendenza immediata. Difatti un tempo non si prendeva spesso in braccio il bambino per paura che poi prendesse il vizio e si preferiva lasciar piangere il neonato (fa i polmoni) perché il pianto era visto come un capriccio.

La genitorialità ad alto contatto, invece, vuole mettersi in sintonia con i bisogni del bambino sin dalla nascita, cercando di soddisfarne tutti i bisogni poiché un bambino compreso sarà un bambino che svilupperà una maggiore fiducia negli altri, si sentirà riconosciuto come persona e creerà la propria indipendenza giorno dopo giorno.


ALLATTAMENTO AL SENO vs. ALLATTAMENTO ARTIFICIALE

A volte mi sembra che esista una sorta di guerra del latte, in cui le mamme si schierano o dalla parte dell'allattamento al seno o dalla parte dell'allattamento artificiale. In realtà ogni mamma dovrebbe essere libera di scegliere come nutrire il proprio figlio, senza dover essere giudicata o criticata, perché il modo di allattare non vi definisce come una buona madre o una cattiva madre. 
Perciò sia che si allatti al seno o artificialmente si può essere una madre ( e questo vale anche per i papà) ad alto contatto, dal momento che si definiscono "genitori ad alto contatto" coloro che condividono il concetto secondo cui i gesti affettivi (come cullare, abbracciare, guardare e stare vicino), permettono al neonato di crescere sano, forte e sicuro.
Chiunque vi dica che se allattate artificialmente non si crea quella "chimica" fra madre e figlio, lasciatelo perdere, attappatevi le orecchie e proseguite per la vostra strada, l'importante è che abbiate ritrovato il vostro equilibrio, perché  - come dico sempre - una mamma serena con se stessa è una mamma serena anche con il proprio bambino, ed i nostri figli questo lo sentono eccome.





"CUORE A CUORE" CON IL BABYWEARING

Qualche mese prima di partorire ho scoperto la pratica del babywearing e del "portare addosso" i propri figli, grazie al supporto della fascia. Sono rimasta affascinata dal concetto che sta alla base del babywearing e conoscendo i benefici dell'essere una madre ad alto contatto, mi sono ripromessa che nella lista nascita avrei inserito subito una coloratissima fascia che ci avrebbe accompagnato per i mesi successivi. 
Pensate che qualcuno me l'abbia regalata? Ovviamente no, perché sono in pochi a conoscere la pratica del babywearing, i suoi benefici e di quanto possa essere utile quando devi pulire tutta casa mentre devi accudire un neonato. Così sono andata alla disperata ricerca di una fascia e finalmente quando l'ho trovata è diventata  un must have a cui (secondo me) nessuna mamma dovrebbe rinunciare !
La fascia è stata la mia salvezza, sia per quando dovevo uscire per fare delle commissioni, sia per quando dovevo pulire casa e sia per quando Pietro non riusciva ad addormentarsi. 
Ad oggi mi (ci) manca moltissimo la fascia, difatti sto valutando l'idea di acquistare un marsupio ergonomico, vi terrò aggiornate non appena effettuerò l'acquisto e finalmente torneremo a fare le nostre passeggiate "attaccati".



E SE POI PRENDE IL VIZIO?!

Non poche volte mi è stato detto "ma sei sicura che poi non lo vizi?", ed io mi sono sempre chiesta come potesse un neonato di tre mesi essere già viziato e come potesse essere già così tiranno da usare il pianto come strategia per stare attaccato alla sua mamma.
Oggi Pietro ha quasi 8 mesi, per addormentarsi a volte ha bisogno di starmi addosso proprio come quando aveva 3 mesi, che ci addormentavamo insieme sul divano alle 7 della mattina (dopo la sua colazione), per poi svegliarci alle 9 (per la mia colazione) e vi posso garantire che sono state le dormite più belle, dove il nostro respiro si era sincronizzato e dentro di me sentivo una pace mai provata prima, ecco uno dei benefici dell'essere una mamma ad alto contatto. Altre volte, quando Pietro è malato o magari è una giornata no (per lui che poi lo diventa anche per me), desidera stare in braccio, non perché è viziato o per un capriccio ma semplicemente perché ha bisogno del mio contatto, delle mie coccole per ritrovare la sua serenità. 
Questo è un vizio?
Per me, mostrare affetto, abbracciare, cullare, dormire (intendo pisolini pomeridiani) con mio figlio,  non significa viziarlo ma significa amarlo e se per alcuni questo metodo è controproducente, poco importa perché sono una mamma serena e vedo mio figlio sereno, ma se ne volete saperne di più vi basta leggere questo articolo , scritto quando Pietro era veramente piccolissimo.






GENITORI AD ALTO CONTATTO: QUALI BENEFICI PSICOLOGICI PER IL NEONATO?

E' risaputo che il contatto "corpo a corpo" per il neonato è un bisogno vitale, sia per il suo sviluppo psichico che per quello fisico, tanto che, come già vi accennavo prima, anche in Italia si sta diffondendo sempre più l'abitudine di portare i propri bambini in fasce o marsupi. 
Che sia una moda del momento o meno, vi basta sapere che numerosi studi parlano di un periodo chiamato esogestazione, si tratta di un periodo in cui il neonato completa il suo sviluppo fuori dal grembo materno e ciò di cui ha principalmente bisogno in questo periodo è proprio il contatto corporeo con la mamma.
Il tatto, insieme all'udito, sono i primi sensi attraverso cui il feto ed il neonato iniziano a conoscere il mondo esterno. Su questo tipo di esperienze si fonda il sentimento di autostima del neonato, il quale inizia a percepire la propria identità attraverso l'esperienza del contatto corporeo con la mamma (o i genitori), che lo aiuta a percepire se stesso, l'altro ed i propri confini.
Ma dal contatto corporeo non sono solo i neonati a trarne benefici ma anche i neogenitori, difatti diversi studi affermano che le mamme che tengono a stretto contatto i propri piccoli, siano meno soggette alla depressione post partum e al baby blues.


Come abbiamo visto i benefici del contatto corporeo sono notevoli, sia per il neonato che per i neogenitori, tuttavia sia che siate genitori ad alto contatto o meno, l'importante è che siate felici, poi se amate tenerli "addosso" o all'interno di una culla poco importa perché con i propri figli ognuno adotta un metodo educativo differente, l'importante è rispettarsi e non giudicare le scelte altrui.

E voi siete dei genitori ad "alto contatto" ? 

 



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