Tutti a nanna: 5 consigli per aiutare i bambini a dormire bene

Dopo il successo del primo articolo dedicato alla routine serale per far dormire un neonato tutta la notte, diverse mamma tramite i social mi hanno contattata chiedendomi diversi consigli su come instaurare una routine, dal momento che in alcune giornate è davvero difficile farli dormire. Ahimè non esiste una formula magica adatta ad ogni bambino (magari ci fosse), ma ogni bambino è diverso ed ogni stile di vita famigliare è diverso. 
Come vi spiegavo già nel primo articolo, siamo esseri abitudinari perciò cercando di costruire insieme al bambino delle buone abitudini serali che lo aiutino ad affrontare serenamente la nanna. 



COME CAMBIA IL SONNO DOPO I 9 MESI

Prima di fornirvi qualche consigli su come aiutare i vostri bambini a dormire bene, capiamo insieme come cambia il sonno del bambino dopo i 9 mesi di vita.  Verso i 12 mesi di vita, un bambino dorme circa 14 ore in medi fra la notte e il giorno, quindi non si tratta solo delle ore notturne ma delle ore di sonno totali giornaliere. Ogni bambino vive la fase del sonno in maniera differente e ciò dipende principalmente dai suoi ritmi, dalle sue abitudini e dall'ambiente circostante, quindi anche dallo stile di vita che la famiglia conduce.
Nel momento in cui il sono inizia finalmente a regolarizzarsi, possono capitare delle notti in cui il bambino si sveglia più del solito, e alcuni genitori hanno la percezione di tornare indietro nel tempo piuttosto che tornare alla normalità. Diversi fattori possono influenzare il sonno dei nostri bambini, come ad esempio i dentini, gli scatti di crescita oppure la paura del distacco , paura che può intensificarsi anche a causa dello spostamento dalla culla al lettino che in genere si trova in un'altra camera.

Perciò adesso andiamo a vedere insieme questi 5 consigli per aiutare i bambini a dormire bene



1. COSA FARE QUANDO PIANGE?


Si è addormentato da poco e dal baby monitor notate già qualche movimento e qualche lamento che preannunciano il pianto e non sapete se far finta di niente pregando il cielo che non si svegli, oppure entrate in panico perché se poi inizierà a piangere sapete già che ci vorrà almeno un'altra ora perché si riaddormenti, perciò meglio andare a controllare e a mettergli il ciuccio?
Non si sa mai quale sia la scelta da fare, difatti non esiste una risposta esatta a queste due domande ma una cosa si può fare, aspettare prima di recarci dal bambino. Facciamo sì che impari a calmarsi da solo, che ritrovi la serenità per tornare a dormire. Non affrettatevi a consolarlo non appena sentite il primo lamento. Tante volte anche a noi adulti capita di svegliarci di soprassalto ma poi subito dopo ci giriamo dall'altra parte e ci riaddormentiamo. 

Tuttavia se il piccolo non si riaddormenta da solo, recatevi nella sua cameretta senza accendere le luci, al massimo una piccola lucina soffusa, parlate a bassa voce con un tono dolce e pacato, cercando di non prenderlo in braccio ma di accarezzarlo e coccolarlo.


2. I PRIMI INCUBI

Sembravano così lontani per un bimbo così piccolo eppure i primi incubi possono manifestarsi già intorno ai 9 mesi di vita. Alcuni bambini riescono a consolarsi da soli, tornando a dormire serenamente, magari se hanno il ciuccio vicino lo infilano in bocca e tornano sereni, altri invece necessitano della presenza del genitore. Questa differenza non dipende dal bambino ma dalle abitudini sperimentate con i genitori, ovvero quei bambini che avranno imparato a consolarsi da soli quando si sveglieranno e sapranno gestire serenamente i primi incubi senza richiamare l'attenzione dei genitori.



3. ANSIA DA SEPARAZIONE


Vi avevo già parlato dell'ansia da separazione e di quanto il momento della nanna sia davvero delicato.  Al momento del distacco prima di dormire, il bambino potrebbe provare paura all'idea di addormentarsi e non poter rivedere più la mamma o il papà. In questo caso è bene essere coerenti e decisi, cercando di non dare segnali di incertezza, piuttosto consolate il bambino con un tono calmo e ripetitivo, cantando una ninna nanna o raccontando una storia. 
La creazione di una routine serale aiuterà il bambino ad addormentarsi più serenamente trasmettendogli la sicurezza necessaria che lo aiuterà a dormire sonni tranquilli.




4. MALESSERI PASSEGGERI


Come vi accennavo sopra, tra i fattori che possono influenzare i risvegli notturni ci sono i malesseri passeggeri come la febbre, i primi dentini, un'alterazione dovuta al vaccino. Se le cause del malessere sono già conosciute, quindi non necessitano dell'intervento del pediatra, consolate il vostro bambino anche tenendolo a contatto con voi, lo sapete che secondo me il contatto è una delle migliori terapie per i nostri bambini.


5. L'ORA DELLA NANNA


Non esiste un orario preciso in cui far andare a dormire il bambino, ma tendenzialmente l'ora della nanna varia in base all'orario della pappa serale. Nel caso dei bambini che seguono una routine serale, sicuramente dopo aver mangiato e magari aver giocato un po' con i genitori, iniziano a stropicciarsi gli occhi e cercano il ciuccio, altri invece andrebbero avanti fino alle 23.
Un modo per iniziare a stabilire (indicativamente) l'ora della nanna, è farli andare a dormire ogni sera alla stessa ora.  Certamente ci saranno delle sere in cui non sarà possibile andare a dormire alla solita ora (siate flessibili), l'importante è non stravolgere la routine serale cambiando ogni due giorni l'orario della nanna.


Abbiamo visto insieme alcune difficoltà che possono determinare i risvegli notturni. Alcune sono passeggere altre sono facilmente risolvibili creando insieme al vostro bambino una routine della nanna. Anche se sono momenti difficili e duri, sappiate che stiamo lavorando per rendere sereni e felici i nostri figli. La pazienza sicuramente a volte non sarà abbastanza, la stanchezza sarà tanta e le occhiaie ben visibili, ma sappiate che non esiste il genitore perfetto o la formula magica per una nanna perfetta.
Perciò da questa sera routine della nanna per tutti!

 


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