Allattamento misto: vi racconto la mia esperienza

by - giovedì, marzo 08, 2018

Vi ho parlato spesso della mia esperienza con l'allattamento al seno, non proprio così rosea come me la immaginavo e aspettavo. Quando ripenso a quel periodo mi viene ancora la pelle d'oca e non vi nego che un magone sale sù, non tanto per il fatto di non aver allattato al seno ma per la tristezza e l'ansia vissuti in un momento così "intimo" con mio figlio.
Credo di non avervi mai raccontato a cuore aperto il mio post-parto, ma in diversi post trapela la mia stanchezza di un allattamento che mi portava solo ad essere triste e non pienamente felice del momento magico (e stancante) che stavo vivendo.
Non mi sono mai lamentata del sonno, anche se la stanchezza si sentiva, ma dell'allattamento sì!





ALLATTAMENTO MISTO: VI RACCONTO LA MIA ESPERIENZA 


A causa del mio parto particolare, l'equipe medica ha preferito visitare prima Pietro, dal momento che è stato estratto con la ventosa, controllare che tutto fosse nella norma, vestirlo e poi appoggiarlo su di me.
Non so se tutto questo abbia inciso sull'allattamento, stando alla letteratura probabilmente sì, ma per me resterà sempre un mistero. Fatto sta che il giorno dopo alle 6 della mattina, salgo nella sala nursery per allattare il piccolo Pietro che, per quanto fosse affamato (visto che il personale affermava di non avergli dato il latte artificiale) si è attaccato immediatamente al seno, restando incollato come una cozza sullo scoglio per almeno 10 minuti. 
Potete ben immaginare quanto io fossi contenta di vedere il  mio piccolo cucciolo gradire la pietanza (o almeno quel poco di colostro che usciva).
Dopo aver fatto colazione, lascio il piccolo nelle mani dell'infermiera e ritorno dopo tre ore, ed io (molto titubante) penso "ma non dovrei attaccarlo ogni qualvolta lui ne senta il bisogno?", a questa domanda non trovai risposta, visto che gli orari della nursery erano quelli, pertanto mi sono adeguata in attesa che ci assegnassero una stanza tutta per noi, dal momento che il reparto era pieno di neomamme. 

Una volta assegnata la camera, e dopo aver passato una notte insonne, inizia la fase cruciale dell'allattamento, ma il destino ha voluto che Pietro il giorno seguente, presentasse dei valori che segnalavano la presenza dell'ittero. Questo evento ha segnato l'arrivo del latte artificiale come aggiunta, visto che, a detta dei medici, il mio latte non saziava il bambino.
Tuttavia le ostetriche mi consigliavano di attaccarlo sempre prima al seno e poi di dargli l'aggiunta qualora fosse necessario, peccato che quel latte doveva essere usato entro un'ora dalla consegna. Non potete immaginare ogni volta che ansia e chiaramente,  tutto questo si ripercuoteva nel momento in cui dovevo attaccare Pietro al seno.

Tornati a casa, nonostante fossi felicissima di poter vivere finalmente la mia vita da neomamma, quando arrivava il momento della poppata per me arrivava il momento più brutto della giornata.
L'ansia saliva man mano che Pietro sentiva la necessità di mangiare, lui sembrava insaziabile, io che discutevo con Luca perché voleva spingermi a vivere più serenamente il momento dell'allattamento, io che spingevo per dare subito l'aggiunta ed ecco che compare poi l'amico tiralatte.
Tira oggi, tira domani, io mi sentivo sempre più una mucca, così il momento dell'allattamento divenne sempre più lungo e stressante. Prima lo attaccavo al seno, poi al biberon, riposino, poi a tirare il latte nella speranza che ne uscisse tanto da sfamare una nazione intera. 
Invece no.
Eccoli lì, quei pochi 50 ml o 70 ml che a malapena riuscivano a saziare Pietro.
Era un vero inferno!



Attaccalo al seno, sentilo strillare perché ha fame, prendi le bustine per aumentare il latte (chissà magari fanno il miracolo), sterilizza il biberon, lavali, riscalda l'acqua del latte, metti il latte, metti le gocce di vitamina D-K, e dopo tutto questo, lui è lì che sorseggia soddisfatto il suo latte caldo e tu sei un po' più "serena", almeno per qualche  minuto.
Credo di averle provate tutte. Vi giuro, io ci mettevo la pazienza ma quando poi ho visto che stavo sfiorando la crisi di nervi, che stavo trasmettendo tutta questa "negatività" a mio figlio, che non stavo vivendo bene il momento dell'allattamento, che non riuscivo più a gestire nulla neanche me stessa, il latte ha iniziato a diminuire sempre più e così sono passata totalmente al latte artificiale.
Adesso le amanti dell'allattamento al seno mi linceranno, ma vi posso garantire che da quando sono passata all'allattamento artificiale io sono come rinata!


ALLATTAMENTO MISTO: CONSIGLI ALL'USO

  • Ascoltate sempre voi stesse. Le persone faranno a gara nel darvi consigli (richiesti e non), voi ascoltate sempre il vostro corpo. L'allattamento al seno richiede molta fatica, a volte porta le mamme allo sfinimento, ma se il latte c'è non rinunciate a vivere un'esperienza  bellissima, quella di nutrire vostro figlio. Se al contrario state vivendo il momento dell'allattamento con molta ansia, questa potrebbe influire  su vostro figlio, pertanto riflettete su quale strada intraprendere. Sentitevi libere, non fermatevi ai pregiudizi della gente, se sentite di non farcela, ascoltate voi stesse.
  • Quando sentite la necessità di un sostegno all'allattamento al seno, o se pensate di non saperne abbastanza, contattate una consulente LLL o IBCLC o la vostra ostetrica di fiducia.
  • Prendete i consigli con le pinze. Questo lo ripeto sempre alle mamme, alle amiche, prendete qualsiasi consigli con le pinze, anche i miei consigli su questo blog, perché ognuno vi racconterà la propria esperienza, l'importante è capire cosa cogliere dalle esperienze altrui e cosa no. 
  • Se alla fine avete optato per l'allattamento misto o quello artificiale, non sentitevi delle fallite, piuttosto siete delle guerriere perché ce la state mettendo tutta per accudire al meglio vostro figlio. Ricordate sempre che per essere buona madre dovete star bene voi stesse, se vivete bene il momento della poppata anche vostro figlio lo vivrà.
  • Lasciate perdere i giudizi della gente. Sia che si tratta dell'allattamento al seno o quello artificiale, la gente avrà sempre da dire qualcosa. Se qualcuno avrà da ridire se allattate al seno oltre i sei mesi, lasciateli parlare; se decidete di allattare artificialmente vi diranno che non svilupperà un attaccamento sano , non dategli retta. Volete un consiglio? Attappatevi le orecchie.


Ogni mamma vive l'allattamento in modo differente, l'importante è rispettare chi decide di allattare al seno e chi, invece, decide di allattare artificialmente. Ricordatevi che tutte stiamo lavorando per essere delle ottime madri, a prescindere dal tipo di allattamento che adottiamo.

Buon allattamento a tutte.








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