L'amico immaginario nei bambini: creatività o patologia?

by - mercoledì, ottobre 11, 2017

Tempo fa tramite le  stories di Instagram vi proposi un nuovo progetto tutto incentrato sulla psicologia neonatale, vita di coppia e genitorialità. Una mamma mi contattò esponendomi un dubbio su come si dovesse comportare in merito all'amico immaginario di sua figlia, dal momento che questo "amico immaginario" è comparso dopo la nascita della sua sorellina.

L'amico immaginario è una presenza frequente durante il periodo dell'infanzia (circa due terzi dei bambini, in particolare primogeniti), e può nascere tra i tre ed i cinque anni.
Tutta la psicologia è concorde sull'importanza che ricopre il ruolo dell'amico immaginario, a partire da Piaget, il quale già nel 1945 attribuisce al compagno immaginario un ruolo importante durante il periodo dell'evoluzione socio-cognitiva, definendo  4 funzioni evolutive all'amico immaginario:

  • La funzione consolatoria: il bambino confida i propri interessi al Compagno immaginario, e questo svolge un ruolo di ascoltatore-consolatore;
  • La funzione compensatoria: i bambini vivono con il proprio Compagno Immaginario momenti magici, ovvero compiono azioni impossibili o proibite al bambino;
  • La funzione moralizzatrice: il Compagno Immaginario oltre ad essere disponibile ad ascoltare e a consolare il bambino, è al tempo stesso critico verso le sue azioni e lo sprona a migliorare sé stesso;
  • La funzione di stimolo e rassicurante: il Compagno Immaginario è una presenza positiva in quanto sviluppa le capacità di socializzazione nel bambino.

Piaget definisce il compagno immaginario come una sorta di "banco di prova", grazie al quale il bambino può esercitare ed affinare le proprie competenze relazioni senza mettere a "rischio" la propria autostima.
L'amico immaginario può essere inoltre, un modo attraverso il quale il bambino cerca di adattarsi ad una nuova situazione, in questo caso potrebbe essere la nascita di un fratellino o di una sorellina, oppure il trasferimento in una nuova città, del cambiamento di scuola o un mutamento nella sua routine. Tuttavia potrebbe non essere legato a nessuna di queste ragioni, ma il compagno immaginario potrebbe essere un compagno di giochi in un momento noioso o faticoso della giornata.
Non ci dobbiamo preoccupare se nostro figlio/a ha creato uno o più amici immaginari, ma dobbiamo essere felici del fatto che abbia trovato un modo per affrontare situazioni stressanti o noiose, senza farsi buttare giù!


( Fonte: keblog.it )

I bambini che hanno un amico immaginario mostrano una straordinaria capacità creativa e nella maggior parte dei casi, assomiglia a qualcuno di cui il bambino sente la mancanza, altre volte raffigura ciò che il bambino vorrebbe essere (ad esempio un piccolo mago oppure un personaggio dei cartoni animati), in altri casi ancora potrebbe essere raffigurato da un pupazzo, una bambola o un peluche.

L'amico immaginario è un momento di gioco molto importante per i più piccoli e gli adulti farebbero bene a non deridere il bambino o negargli questa figura creativa, affermando l'inesistenza dell'amico immaginario in quanto il bambino stesso sa benissimo che non si tratta di un essere reale. 
L'amico immaginario non durerà per sempre, un giorno se ne andrà e ciò avverrà nel momento in cui il bambino non sentirà più bisogno di lui.

Ed i vostri figli hanno avuto un amico immaginario?








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1 commenti

  1. Ciao! ti seguo sempre e per questo ti ho nominata per il BLOGGER RECOGNITION AWARD...ecco qui il link: http://blog.pianetamamma.it/diariodiunamammabradipa/blogger-recognition-award/
    buona giornataaa

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