Il lato oscuro della gravidanza

by - venerdì, giugno 23, 2017

Il periodo della gravidanza viene definito uno dei più belli della vita di una donna, così come la nascita di un figlio, un evento così emozionante quanto travolgente, tanto da cambiare totalmente la vita di una donna e della coppia.
Anche se si tratta di un lieto evento, non si parla mai del suo lato "oscuro", dei sentimenti ambivalenti che una neomamma vive, l'ansia, la stanchezza, il disorientamento, una vita da ri-organizzare.



Sono sempre stata molto attenta al sostegno della maternità e della donna, ma lo sono ancora di più da quando ho partorito e dopo aver toccato con mano quanto noi donne siamo tanto forti quanto fragili.
Non dimenticherò mai la Signora G. che stava in stanza con me durante il mio soggiorno in ospedale, verso la fine di marzo, a causa di una minaccia di parto pretermine (Pietro aveva fretta di conoscerci!). Ricordo che G. ha dovuto partorire d'urgenza, alla 33esima settimana, con un parto cesareo e non dimenticherò mai la discussione che ha avuto con suo marito ed i suoi familiari, i quali non capivano ciò che lei desiderava. Per non parlare del fatto che a casa l'attendeva L., il suo primo figlio, e lei era molto preoccupata per lui che sicuramente sentiva la mancanza della sua mamma, visto che era ricoverata in ospedale da quasi una settimana. Nessuno sembrava comprendere G. eppure lei stava chiedendo, in modo non diretto, aiuto ai suoi familiari.

Pensate che circa il 70% delle donne nei giorni immediatamente successivi al parto sperimenta il Baby Blues, provando un senso di stanchezza e malinconia che non le fa gustare appieno la gioia della nascita. Questa sensazione in genere passa da sola pochi giorni dopo, altre volte può sfociare nella depressione post-partum. 



Le prime settimane di vita di un neonato sembrano risucchiarti totalmente, la stanchezza gioca brutti scherzi, per non parlare dell'isolamento sociale o la poca collaborazione familiare, i contrastati nella coppia sull'accudimento del piccolo, tutto questo può accentuare lo stress e favorire l'insorgenza di un disturbo depressivo.
Eppure coglierne i campanelli d'allarme è possibile ma non sempre vengono presi in considerazione, ciò accade perché spesso neanche la neomamma li riconosce.

Ma vediamo insieme quali sono i possibili segnali da riconoscere:

  • Insonnia per lungo tempo
  • Apatia
  • Scarsa empatia verso il piccolo
  • Mancanza di appetito
  • Rimpiangere la vita precedente
  • Vivere uno stato continuo di ansia, temendo per la propria salute o che il bimbo stia male o che possa accadergli qualcosa di brutto.


Uscirne fuori si può?

Assolutamente sì, ma prima bisogna prendere atto del malessere che si sta vivendo, parlarne con il proprio partner e familiari, chiedendo il loro sostegno. D'altro canto è fondamentale che i familiari ascoltino senza giudizi le richieste della neomamma, cercando di sostenerla il più possibile. E' altresì importante che i papà contribuiscano all'accudimento del neonato, che si alzino durante le ore notturne così da concedere qualche ora di riposo in più alla mamma.
Tutto questo però, in caso di depressione post-partum, non basta perché è importante rivolgersi ad uno specialista che, a seconda della gravità della situazione, saprà come aiutarvi.

E' importante prendere coscienza del fatto che esiste un lato oscuro della gravidanza, che i casi di depressione post-partum non sono così rari, che nessuna è immune e che si può superare grazie al sostegno dei familiari e specialisti. 
Aiutare, ascoltare e sostenere una neomamma che vive questo stato depressivo non solo salverà lei ma salverà anche il suo bambino.


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